INQUADRAMENTO TERRITORIALE

I Monti Sicani sono rilievi calcarei con quote che superano generalmente i 1.000 m s.l.m., con le cime emergenti del M. Cammarata (m 1578) e del M. delle Rose (m 1436) e dell’alta valle del Sosio.  Essi presentano una notevole complessità di ambienti e microclimi, da cui scaturisce una grande ricchezza floristica e di situazioni forestali.

L’area ha rilevanti qualità paesaggistiche che gli derivano dalla particolarità delle rocche, dalla morfologia ondulata delle colline argillose, dalla permanenza delle colture tradizionali dei campi aperti e dai pascoli di altura, dai boschi, da antiche masserie e dai numerosi siti archeologici. Nei rilievi meridionali prevalgono le colture estensive e soprattutto il pascolo, che unito alle più accentuate elevazioni, conferisce qualità panoramiche ad ampie zone.

Il paesaggio vegetale naturale è limitato alle quote superiori dei rilievi più alti dei Sicani (M. delle Rose, M. Cammarata, Serra Leone).

A partire dal sec. XV il fenomeno delle nuove fondazioni, legato allo sviluppo dell’economia agricola, ha modificato l’aspetto del paesaggio urbano e rurale e definita l’attuale struttura insediativa.

Il paesaggio agricolo tradizionale, i beni culturali e l’ambiente naturale poco compromesso da processi di urbanizzazione sono aspetti caratterizzanti dell’area e ne fanno una risorsa da tutelare.

Dal punto di vista botanico è stata  rilevata la presenza di oltre 700 specie vegetali di cui una quarantina endemiche.

Da un punto di vista prettamente forestale, le peculiarietà del parco sono:

-  l’importante valenza ecologica ed ambientale delle aree naturali

- l’elevata  biodiversità paesaggistica

- la rinaturalizzazione degli impianti artificiali di conifere e l’utilizzo delle

biomasse nell’ottica di una gestione produttiva e di impulso alle risorse

energetiche alternative.

Anche per quanto riguarda la fauna, il territorio sicano, in relazione alla sua morfologia, presenta habitat alquanto diversi che consentono la presenza di numerose e importanti specie faunistiche ed in particolare avifaunistiche.

Il nucleo fondamentale dei  Sicani è complesso ed eterogeneo,  caratterizzato da un patrimonio naturalistico costituito da 4 Riserve Naturali Regionali (Riserve naturali dei “Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio”, “Monte Cammarata”, e “Monte Carcaci” , e la Riserva Naturale Orientata di Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco, gestite dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana) e 13 Siti di Interesse Comunitario e da un antico patrimonio storico-architettonico, racchiuso in 12 piccoli comuni i quali reggono la loro economia sui prodotti tipici e nei quali sopravvivono ancora gli antichi mestieri.

L’istituzione del parco significa anche valorizzare e tipicizzare i prodotti agro-zoootecnici sicani: i formaggi, le carni, i prodotti della terra così come quelli dell’artigianato.

FLORA

Il bosco naturale è, in gran parte, costituito da formazioni di querceti mediterranei, soprattutto di Leccio e Roverella che, con l’inserimento di altre specie ed un ricco sottobosco, formano un complesso boscato ricco di aspetti naturali interessanti, dal punto di vista ambientale, geobotanico e paesaggistico.

 Tutta l’area dei Sicani  risulta diversificata dal punto di vista della vegetazione, con la presenza di formazioni forestali naturali, ripopolamenti artificiali, aree a macchia mediterranea, arbusteti, praterie, specie ripariali ed acquatiche. Le vallate, che si estendono alle pendici dei rilievi, hanno origine da coperture alluvionali recenti e sono in gran parte occupate da seminativi. Un altro elemento caratteristico interessante è la presenza di diverse zone umide, che ospitano, nel caso del “gurgo” di Carcaciotto, specie endemiche molto rare e localizzate in Sicilia quasi esclusivamente in queste stazioni; lussureggiante è anche la vegetazione ripariale, costituita sia da specie arboree, sia arbustive, lungo il Fiume Sosio.

Un altro tipo di vegetazione interessante è quella che si sviluppa negli ambienti rocciosi, ove troviamo alcune specie endemiche, importante è infatti la presenza di copertura erbacea sulla parte sommatale del Monte Cammarata, ove ritroviamo più di 150 specie vegetali e fra queste alcune sono rare forme endemiche.

Il patrimonio forestale naturale nell’area ha subito nel tempo notevoli cambiamenti, soprattutto a causa dello sviluppo delle attività umane, che negli anni hanno provocato una riduzione del complesso boscato, oggi sostituito in alcune aree dalla macchia, dalla prateria e da colture agrarie.

Il bosco

Il nucleo naturale più antico è il bosco di Sant’Adriano insieme a quello di Santa Maria del Bosco, uno dei boschi naturali di Querce più antichi della Sicilia, all’interno del quale troviamo le rovine dell’abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro, costruita nel XV secolo dalla Congregazione degli Abati Olivetani.

In questi complessi forestali Leccio (Quercus ilex) e Roverella (Q. pubescens) si alternano e si sviluppano in formazioni differenti,

All’interno di questi boschi troviamo anche altre specie, come l’Acero campestre (Acer campestre), l’Orniello o Frassino da manna (Fraxinus ornus) e il Carpino nero, tutte specie boschive dei luoghi freschi. Il sottobosco risulta ricco di specie arbustive ed erbacee; tra le arbustive ricordiamo la Rosa di San Giovanni, lo Spino selvatico e il Prugnolo (Prunus spinosa), mentre tra le erbacee figurano tra le altre la Peonia (Paeonia mascula) e il Panporcino.

Molte zone destinate al pascolo, ospitano invece, specie rilevanti dal punto di vista botanico come il Giaggiolo siciliano (Iris pseudopomilia), la Poligala di Presl (Polygala presli), l’Astralago di Huet e il Cardo corimboso ed anche alcune specie d’orchidee come l’Orchidea di Branciforti, tutte specie con limitata distribuzione geografica o endemiche.

Le aree completamente libere da vegetazione arbustiva o arborea ospitano una vegetazione con prevalenza d’Ampelodesma (Ampelodesmos mauritanicus), una graminacea tipica delle pendici di quasi tutti i rilievi siciliani. Infine di grande interesse sono gli ambienti rocciosi, con una vegetazione arbustiva molto sviluppata, dominata dall’Euforbia arborescente (Euphorbia dendroides) e dall’Olivastro (Olea europaea var. sylvestris), ma capaci di ospitare negli anfratti o in ambienti particolarmente difficili, diversi endemismi di rilevante interesse; fra le rupestri più interessanti troviamo la Camomilla delle Madonie (Anthemis cupaniana), la Bocca di Leone siciliana (Antirrhinum siculum) ed il Cavolo rupestre (Brassica rupestris).

Il Parco dunque conserva aspetti naturalistici, valenze paesaggistiche ed archeologiche tra i più affascinanti dell’Isola.

 

La fauna

L’avifauna

Gli ultimi censimenti sull’avifauna hanno indicato la presenza nel territorio di quasi 60 specie d’uccelli, tra cui l’Aquila del Bonelli (Hieraaetus fasciatus), il Nibbio reale (Milvus milvus), il Nibbio bruno (Milvus migrans), il Falco pellegrino (Falco peregrinus brookei), il Lanario (Falco biarmicus), il Gheppio (Falco tinnunculus) e il Grillaio (Falco naumanni).

Tra le specie più importanti vi è il Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus), passeriforme acquatico in grado di nuotare sott’acqua con le ali, nidificante nei valloni e nei pressi di torrenti avventizi; per le sue abitudini alimentari (si nutre d’invertebrati, di larve d’insetti presenti solo in acque pulite) e per gli ambienti dove vive, è considerato un indicatore biologico.

All’interno del bosco vivono il Picchio rosso maggiore (Picoides major), il Codibugnolo (Aegithalos caudatus siculus), la Cinciallegra (Parus major), la Cinciarella (Parus caeruleus) e il Rampichino (Certhia brachydactyla); tra gli Strigiformi troviamo la Civetta (Athene noctua), il Barbagianni (Tyto alba) e l’Allocco (Strix aluco); lungo i corsi d’acqua è possibile ascoltare il canto dell’Usignolo (Luscinia megarhyncos) e dell’Usignolo di fiume (Cettia cetti).

Altre specie che popolano il bosco sono i Cardellini, i Fringuelli, i Pettirossi, le Sterpazzoline e le Capinere; inoltre la riserva offre protezione ad alcune specie d’interesse venatorio come la Coturnice di Sicilia, il Colombaccio e, nel periodo invernale, la Beccaccia (Scolopax rusticola).

I mammiferi

Nel territorio sono presenti molti tra i mammiferi predatori riscontrati nel territorio siciliano, tra cui il Gatto Selvatico (Felix silvestris), la Volpe (Vulpes vulpes), la Martora (Martes martes) e la Donnola (Mustela nivalis), il Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), la Lepre appenninica (Lepus corsicanus), una ridotta popolazione di Istrice (Histryx cristata) ed il Cinghiale (Sus scrofa), animale sfuggito dagli allevamenti forestali di Burgio e che ormai ha invaso tutto il territorio siciliano.

Ai piccoli mammiferi appartengono invece il Toporagno di Sicilia (Crocidura sicula) e il Mustiolo (Suncus etruscus), entrambi insettivori ed il Quercino (Eliomys quercinus), un piccolo roditore di ambienti forestali.

I Rettili e gli Anfibi

 Nell’area si rinvengono quasi tutte le specie di rettili e anfibi presenti in Sicilia. Sono diffusi molti serpenti come la Vipera (Vipera aspis) attiva soprattutto nelle pietraie in primavera e in estate, quando caccia lucertole e piccoli roditori; comuni sono il Biacco (Coluber viridiflavus), la Biscia dal collare (Natrix natrix) ed il Saettone (Elaphe longissima), meno diffuso è invece il Colubro leopardino (Elaphe situla), presente con una piccola popolazione isolata e molto decentrata rispetto alla sua principale area di diffusione ricadente nella Sicilia sudorientale. Nei corsi d’acqua e nelle aree umide vivono Testuggini d’acqua, Rospi comuni, Raganelle e Rane verdi.

Testo e foto a cura del Centro di Educazione all’Ambiente CEA SICANI.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 13 Giugno 2011 07:28)